Momenti

Conferenza “Porti, interporti e corridoi. Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est”

Arsenale - Squadratori

Giogiovedì
28 MagMaggio

09:30 - 13:30

Venice Sustainability Foundation | VSF promuove la conferenza:

“Porti, interporti e corridoi.
Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est”

Ogni economia è ciò che le sue infrastrutture le consentono di essere. Le guerre in corso lo dimostrano con cinica evidenza: si colpiscono sistematicamente reti energetiche, idriche, digitali – infrastrutture economiche, oltre a scuole e ospedali. Le infrastrutture di trasporto restano però il fattore primario, perché determinano l’accessibilità relativa ai mercati e il grado di interrelazione tra i nodi funzionali delle economie territoriali. Il Nord Est – con Venezia suo nodo eccellente – ne è dimostrazione paradigmatica. Terra di relazioni terrestri con l’Europa attraverso gli interporti di Padova, Verona, Pordenone e Cervignano; terra di relazioni marittime con il mondo attraverso l’Alto Adriatico. Venezia-Chioggia, Ravenna e Trieste costituiscono, insieme a Koper e Rijeka, un arco portuale naturalmente integrato, chiamato a connettere il Nord Est ai mercati globali – mediterranei e, soprattutto, medio-orientali e asiatici – oggi perturbati dalla crisi di Suez/Bab el-Mandeb e dall’instabilità di Hormuz, ma potenzialmente riconfigurati dal progetto IMEC e dalle sue alternative di attraversamento terrestre del levante medio orientale. In questo contesto instabile, la prospettiva per l’Alto Adriatico – angolo più remoto a nord del Mediterraneo ma arco portuale più vicino al baricentro dell’Europa economica – è chiara: raggiungere, attraverso l’integrazione di sistema, la scala operativa necessaria ad accogliere le grandi portacontainer del futuro, completando il ventaglio di gateway che l’Italia già offre attraverso Genova e gli altri scali tirrenici. Ne risulterebbe un sistema portuale nazionale a doppio affaccio, capace di servire in modo organico l’Europa continentale e di dialogare alla pari con i grandi hub del Northern Range, da Rotterdam ad Anversa. Tale scala non può che derivare dalla cooperazione tra Ravenna, Venezia e Trieste – e possibilmente Koper e Rijeka – intesi non come terminali isolati, ma come componenti complementari di un unico disegno logistico, parte integrante del Sistema Italia. Una rinnovata capacità di sistema dell’arco nord-adriatico sarebbe poi la chiave per orientare anche gli interporti del Nord Est verso questa direttrice, senza trascurare il rafforzamento della dorsale ferroviaria orientale verso Slovenia, Croazia, Europa dell’Est e Balcani, con sullo sfondo l’Ucraina, oggi compressa da un collo di bottiglia sul confine italo-sloveno.

Ingresso su invito.

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